Il TNT (Tessuto Non Tessuto), conosciuto in inglese come nonwoven, è uno dei materiali più versatili e diffusi del nostro tempo. Dalle mascherine chirurgiche ai sacchetti della spesa, fino ai teli protettivi per l’agricoltura, questo materiale sostituisce spesso i tessuti tradizionali grazie a costi contenuti, resistenza e versatilità. A differenza della stoffa classica, il TNT non si ottiene intrecciando fili tramite trama e ordito su un telaio, né tantomeno tramite maglia. La sua creazione segue un processo chimico-fisico industriale ben preciso. Le Fasi della Produzione del TNT La realizzazione del tessuto non tessuto si articola in tre macro-fasi fondamentali: Principali Tipologie di TNT Tipologia Processo Principale Caratteristiche Usi Comuni Spunbond Estrusione e calandratura termica Elevata resistenza, economico Borse riutilizzabili, agricoltura, teli protettivi Meltblown Soffiaggio di microfibre Filtrazione altissima, struttura densa Strato filtrante di mascherine, filtri aria/acqua Spunlace Intreccio tramite getti d’acqua Morbido, assorbente, simile al tessuto Salviette umidificate, prodotti per l’igiene Perché il TNT è così Utilizzato?
Come si costruisce un nastro a coda di topo
Il nastro a coda di topo (o spiga di grano) è una lavorazione classica, versatile ed elegante, perfetta per creare passamanerie, spalline, allacciature o elementi decorativi per il cucito e il sartoriale. Si distingue per la tipica trama a lisca di pesce o a “V” e per una spiccata flessibilità, che lo rende ideale anche per rifinire bordi curvi. Occorrente Tecnica di base all’Uncinetto La realizzazione all’uncinetto è uno dei metodi più rapidi e resistenti per ottenere un nastro piatto con lavorazione a spiga. Consigli Utili Aspetto Suggerimento Tensione del filo Mantieni una tensione costante per evitare che la spiga risulti disomogenea. Materiali metallici L’uso di filati lamé o metallizzati valorizza molto il motivo a V per uso gioielleria. Stiratura A fine lavoro, vaporizza leggermente il nastro con il ferro da stiro (senza schiacciarlo) per regolarne la forma.
Come si costruisce un nastro a sbieco: dalla pezza di tessuto al rotolo perfetto
Il nastro a sbieco è uno degli accessori più usati e versatili nel mondo della sartoria e del confezionamento. Che serva per rifinire lo scollo di un capo, rinforzare i bordi di un tessile per la casa o dare un tocco decorativo a un accessorio, la sua caratteristica principale è l’elasticità e la capacità di adattarsi perfettamente anche alle curve più accentuate. Ma come nasce esattamente un nastro a sbieco? Dalla scelta della materia prima fino alla piegatura finale, ecco tutti i passaggi del processo produttivo. 1. Il segreto è nel taglio: il grado di 45° A differenza dei nastri tessuti direttamente con la loro larghezza definitiva su telaio (come i nastri in doppio raso o caneté), il nastro a sbieco si ricava dal taglio di una pezza di tessuto piano. La particolarità fondamentale sta nella direzione del taglio: 2. Giunzione e cucitura a striscia continua Per ottenere rotoli di sbieco lunghi e senza interruzioni, le singole strisce tagliate a diagonale vengono unite insieme. 3. La fase di piegatura e stiro Una volta ottenuta la striscia continua della larghezza desiderata, il tessuto passa attraverso appositi guide-piegatori (a mano con i classici “sbiechini” o con macchinari industriali ad alta velocità). Esistono principalmente due tipologie di sbieco: 4. Controllo qualità e avvolgimento L’ultima fase prevede il condizionamento del nastro per la vendita e l’utilizzo: Perché sceglierlo per le tue creazioni? Un nastro a sbieco ben fatto si riconosce dalla precisione della piegatura e dalla regolarità del taglio. Scegliere il materiale giusto (cotone, poliestere, misto cotone, raso o satin) permette di dare forma e resistenza a qualsiasi progetto di cucito, trasformando una semplice rifinitura in un dettaglio di altissima qualità.